Sbuffò di poco, chiudendo un attimo gli occhi, riaprendoli su di lui. "C'era sempre un legame, Rosiel, com creatore e creatura...penso che tu lo sappia meglio di me" disse, con poca enfasi, appoggiandosi meglio allo schienale. "Era forte una volta...credo che comunque qualcosa rimane sempre, anche se si cambia.." alzò le spalle, sorridendo, in risposta a quel sorrisetto ironico di Rosiel. "Vedremo in futuro.." mosse una mano, riappoggiandola poi al bracciolo
LA sua mente per un istante vagò altrove. insieme allo sguardo che si perse in un punto vicino alla sua mano. IN quel periodo sembrava essere diventato tremendamente riflessivo. Qualcosa rimane...capiva le parole di Lirym. Nonstante la sua volontà si opponesse lui sentiva sempre l'attrazione del sangue di Angie. Doveva sforzarsi parecchi per non morderla...e questo andava controla sua natura. Per quanto ancora avrebbe resistito?
-Come mai questa curiosità Lirym?-
chiese spezzando il silenzio di un attimo prima. Voleva testare le voci che giravano e soprattutto a che livelli arrivava la curiosità di lei, doveva stare attento...ancor di più se le voci giungevano fino ad Antea. Già...Antea era la questione più spinosa. Presto o tardi avrebbe scoperto tutto, non le era possibile nascondere nulla. Cosa poteva fare?
Conosco la metà di voi soltanto a metà; e nutro, per meno della metà di voi, metà dell'affetto che meritate. -J.R.R. Tolkien-
Rovesciategli addosso anche tutti i beni terreni, immergetelo fino ai capelli nella felicità e anche allora lui, l'uomo, anche allora, per mera sconoscenza, per mera monellaggine, farà qualche porcheria. Fedor Dostoevskij
Mise il gomito sul bracciolo, appoggiando poi sul palmo della mano la guancia, lasciando che le dita si appoggiassero al viso. "Girano voci, Rosiel..." mormorò, tenendo gli occhi puntati su i suoi. "Il più, sul tuo comportamento....schivo, quasi assente.." socchiuse gli occhi, muovendo una mano. "Sai che sono sempre stata curiosa...." sorrise, mentre gi occhi brillarono. Non sapeva e forse non voleva sapere niente...erano affari loro. Rimase così in silenzio, studiando i suoi occhi, mentre si rimetteva comoda contro lo schienale e ongiungeva le lunghe e affusolate dita. "E tu....perchè me lo domandi?" chiese. Era come se volesse capire da dove venisse fuori tutta la sua curiosità sull'argomento
-Semplice...ogni tanto non sopporto le voci che girano alle mie spalle- proferì con una semplice alzata di spalle eliminando il discorso con un gesto scocciato della mano facendo indicare di procedere oltre. -Alcuni non sanno stare al loro posto...e quindi devono ricevere una lezione che faccia capire loro chi sono-
aggiunse avendo tutte le intenzioni di scoprire chi diamine erano queste persone.
Conosco la metà di voi soltanto a metà; e nutro, per meno della metà di voi, metà dell'affetto che meritate. -J.R.R. Tolkien-
Rovesciategli addosso anche tutti i beni terreni, immergetelo fino ai capelli nella felicità e anche allora lui, l'uomo, anche allora, per mera sconoscenza, per mera monellaggine, farà qualche porcheria. Fedor Dostoevskij
Sorrise, a quelle parole, alzandosi per andare a vedere alcuni tomi riposti ordinatamente, sul tavolo. Ne prese in mano uno, senza un reale interesse, pensando a quella veloce e quasi scocciata spiegazione. "Devo dire che però molte sono veritiere.." mormorò, riponendo il libro a posto, tornando a guardarlo. "Nervoso, sfuggevole..." sorrise, avvicinandosi a lui. Inclinò il viso su un lato, tornando a sedersi. "Possiamo dire che lo sei sempre stato...." sorrise, studiando il vampiro con attenzione